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She-Shakespeare

Educate, obbedienti, sottomesse, silenziose. Così devono essere le bambine inglesi nel XVI secolo. Non vengono mandate nemmeno a scuola.
Ma Judith, terza figlia di John e Mary Shakespeare, non ci sta. Sfida le convenzioni e si trasforma nel più grande drammaturgo di tutti i tempi.
Un romanzo che ripercorre da una prospettiva inedita la biografia del celebre poeta e invita a riflettere sulle disuguaglianze di genere e sociali, sull’educazione e sui modelli imposti ed ereditati.

SHE-SHAKESPEARE

scritto da Eliselle
disegni di Arianna Farricella 

collana UAO
280 pagg., formato 14×21 cm
euro 14,50

ISBN 9788836247356

Età di lettura consigliata: 12+
Data di uscita 11 novembre 2022

“Sarebbe stato impossibile, completamente e interamente impossibile, che una donna scrivesse le opere di Shakespeare all’epoca di Shakespeare”. 
Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé 

Nel saggio Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf, per raccontare attraverso secoli di storia il mondo della cultura, rimasto a lungo ad esclusivo appannaggio maschile, immagina anche la vita di Judith Shakespeare, sorella mai esistita del drammaturgo inglese. Se nel Seicento, infatti, racconta Virginia, William Shakespeare riuscì a raggiungere il successo e la notorietà grazie alle sue opere, un suo ipotetico corrispettivo femminile non avrebbe neppure avuto la possibilità di andare a scuola. Judith viene descritta come dotata, creativa e fantasiosa allo stesso modo del fratello. Non voleva essere rinchiusa nella rigida trappola sociale che le si imponeva; aveva fame del mondo e di cultura, voleva scrivere, imparare, recitare… 

Prendendo le mosse dalle riflessioni di Virginia Woolf nasce il romanzo She-Shakespeare, di Elisa Guidelli, in arte Eliselle, in libreria dal prossimo 11 novembre per la casa editrice Gallucci. Con una scrittura elegante e avvincente, l’autrice dà voce e concretezza alla figura di Judith Shakespeare, bambina coraggiosa e determinata che sfida le convenzioni del suo tempo e si trasforma in William per poter essere ammessa a una scuola accessibile solo ai maschi.

Essere femmina nel sedicesimo secolo significa vivere in un contesto fortemente discriminatorio. A Judith pesa in particolare non poter andare a scuola, mentre per suo fratello minore Gilbert, impudente e svogliato, è un diritto che nessuno mette in discussione. Anche guardando gli impegni e la quotidianità dei suoi genitori, la bambina riscontra continuamente disparità e differenze. La rabbia per quella che ritiene una vera e propria ingiustizia monta, finché un bizzarro pensiero comincia a farsi strada nella sua mente… 

She-Shakespeare presenta l’infanzia di Judith, che cresce, supportata dalla madre Mary e dalla zia Anne, non solo tra le incombenze domestiche ma anche tra i libri, il teatro e la scrittura. È proprio con la loro complicità, anche se contro ogni legge del regno e del creato, che riesce a realizzare il suo sogno e a entrare in classe. Per farlo deve però indossare abiti maschili. È così che nasce William. Ed è proprio a scuola che Judith può notare quanto i maschi vivano – almeno apparentemente – con meno richieste, meno pretese, meno ordini, come dei privilegiati e scopre il valore dell’amicizia e il dolore sordo al centro del petto dei primi innamoramenti. Ma la vita ha in serbo una sorpresa. La “recita” infatti si interrompe il giorno in cui – proprio in classe – la comparsa del menarca svela la sua vera identità. 

Un libro centrato sul tema delle disuguaglianze di genere, sull’educazione e sui destini, e che consente di ripercorrere da una prospettiva inedita la biografia del drammaturgo e l’importante fase di passaggio dal teatro medievale alla nascita del dramma moderno sullo sfondo dell’Inghilterra elisabettiana, tra disparità sociali e divisioni religiose.

Sono principalmente i dialoghi tra le sorelle Arlen, Mary e Anna, mamma e zia di Judith, a fornire il quadro della condizione femminile nel sedicesimo secolo. È la figura del padre, invece, a decrittare quel complesso sistema di convenzioni che regola i rapporti sociali e di potere degli uomini, tra ambizione, rivalità, vergogna, rabbia e pregiudizi. Sono, infine, gli incontri buffi, a tratti esilaranti, con i teatranti, precari e girovaghi, ad arricchire di colore e sfumature la rappresentazione di un periodo che sembra prendere di mira soprattutto le donne, alle quali, tra le altre cose, non è permesso nemmeno recitare. 


“Se sei donna non puoi arrabbiarti, altrimenti sei isterica, non puoi rispondere a tono, altrimenti sei velenosa, non puoi andartene, altrimenti sei adultera, non puoi sollevare problemi, altrimenti sei una piantagrane, non puoi decidere, altrimenti sei contro natura e vieni punita. Se sei uomo, puoi fare tutto questo e anche di più e diranno che sei virile, combattivo, risoluto, deciso, determinato, e che ciò che chiedi e pretendi è tuo di diritto, e devi solo allungarti per afferrarlo”.
(da She-Shakespeare)

Eliselle riesce a tessere una trama appassionante in cui gli elementi di fiction si integrano perfettamente con particolari biografici del “vero” William Shakespeare, la cui identità risulta, peraltro, ancor oggi incerta e misteriosa. 

Un romanzo perfetto da inserire nelle biblioteche scolastiche e per letture e approfondimenti in classe. Un ingresso privilegiato alla Storia e alla Cultura con il sostegno di una trama ricca di colpi di scena, per incuriosire e avvicinare i giovanissimi alla figura di William Shakespeare, all’alone di mistero che circonda la sua vita, ma anche al periodo in cui visse, quello Elisabettiano, così complesso da un punto di vista storico, culturale, sociale, religioso.


She-Shakespeare è in trattativa per essere trasformata, si spera presto, in una miniserie televisiva.

L’AUTRICE 

Elisa Guidelli, in arte Eliselle, vive nel modenese. È laureata in Storia medievale e lavora come libraia, storyteller, organizzatrice di eventi letterari e festival dei libri per ragazzi. Ha già pubblicato due romanzi per ragazzi: “Girlz vs Boyz” e “Il Collegio”, entrambi con Einaudi Ragazzi.

L’ILLUSTRATRICE 

Arianna Farricella è modenese di nascita e bolognese d’adozione. Ha imparato a leggere con Asterix e Topolino, poi ha cominciato a disegnare fumetti e storie illustrate. Da allora ne ha fatto un mestiere, lavorando come fumettista e illustratrice per ragazzi.

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