Un cucchiaio pieno di storie

Quel cucchiaio non si può usare per la minestra né per scavare buche e neanche per fare musica… ma allora, a che serve?

 Da una delle più affermate autrici argentine di libri per bambini e ragazzi, un albo illustrato dal grande valore letterario, per parlare senza retorica di memoria, appartenenza e radici familiari.

In libreria dal 20 ottobre 2025

C’è un cucchiaio, nel cassetto delle posate, che non può essere tirato fuori, deve essere sempre lasciato lì. Lo dice la mamma, lo dice il papà e anche la nonna: quel cucchiaio non si tocca perché è l’unica cosa che la bisnonna ha portato con sé dopo la guerra. La bisnonna lo ha poi dato alla nonna e la nonna alla mamma.

Ma allora, si domanda la piccola protagonista, se è così importante, perché deve starsene chiuso lì dentro?

Dopo Mio papà dipinge parole e La mia mamma, Caissa Italia torna a esplorare il tema dei legami familiari e intergenerazionali con un’opera della pluripremiata autrice argentina Sandra Siemens, apprezzata per l’alta qualità letteraria dei suoi testi.
Vincitore del Premio Fundación Cuatrogatos 2021 (Miami, USA), che ogni anno seleziona i 20 migliori libri di letteratura per bambini e ragazzi iberoamericani pubblicati nell’anno precedente, Un cucchiaio pieno di storie racconta, con intelligenza e delicato umorismo, di come gli oggetti più comuni si intreccino con le nostre vite in modo da diventare parte imprescindibile di noi.

Un cucchiaio per scavare nel passato

Nella storia di tutte le famiglie c’è qualcosa – un bicchiere di cristallo, una penna del nonno, un orologio da taschino appartenuto a chissà chi – che viene protetto da tutto e da tutti e che ha un valore difficilmente comprensibile da chi non ne conosce la provenienza. Questi oggetti, pur nella loro semplicità, sono tutto fuorché ordinari, poiché portano con sé i ricordi e le esperienze di chi li ha posseduti.

La bambina del libro scopre la storia che si nasconde dietro al cucchiaio della bisnonna e con questa anche la storia delle proprie radici. Rispetto agli adulti, però, che esprimono il loro rispetto per quel che il cucchiaio rappresenta conservandolo in un cassetto, lei ha una visione pratica e concreta delle cose e ne riconosce la bellezza utilizzandole. Così con il cucchiaio scava buche per i suoi semini di zucca – e non è un caso che cresceranno solo quelli piantati con quel cucchiaio – lo utilizza per fare musica con pentole e padelle e per mangiare una gustosa minestra di riso.

Un legame che non si spezza nel tempo

Attraverso lo sguardo nitido e lucido della protagonista, che si riflette in una scrittura agile e ironica, Sandra Siemens apre un ventaglio di riflessioni sulla nostra eredità familiare e sfiora con grande tatto tematiche complesse come il valore della memoria, le separazioni causate dalla guerra e il fenomeno della migrazione, che in Argentina assume un significato particolarmente profondo. La storia del Paese, costruita sulle radici di milioni di persone giunte da terre lontane in cerca di futuro, rende infatti la migrazione non solo un dato storico, ma un elemento identitario e culturale che continua a interrogare le nuove generazioni.Le illustrazioni ricercate e potenti di Bea Lozano, che nei tratteggi e nell’utilizzo piatto del colore ricordano l’eleganza dell’Art Déco, alternano immagini del presente a frammenti del passato e di un possibile futuro della preziosa posata. Sono scene dalle proporzioni non sempre realistiche che, con forza poetica e immaginifica, suggeriscono più che descrivere, in cui il cucchiaio non sembra conformarsi alle aspettative ma è pronto a raccontare ancora nuove storie, diverse e importanti.

Il dialogo tra le diverse generazioni tocca l’intero albo e si conclude con tavole che mostrano la bambina, ormai cresciuta, utilizzare il cucchiaio con sua figlia, in un finale aperto e positivo, che segna un rinnovamento delle tradizioni familiari.

Della stessa autrice

  • La mia mamma, con illustrazioni di Rocío Araya, traduzione di Yuri Garrett (2024)
  • Mio papà dipinge parole, con illustrazioni di Amanda Mijangos, traduzione di Yuri Garrett (2023)

Un cucchiaio pieno di storie
scritto da Sandra Siemens
illustrato da Bea Lozano
traduzione di Yuri Garrett
cm 16,5 x 24,5
pp. 32, copertina cartonata
euro 16,50
ISBN 978-88-6729-211-0
Età: 5+

In libreria dal 20 ottobre 2025

L’autrice

Sandra Siemens è una scrittrice di libri per bambini e ragazzi. Vive a Wheelwright, nella provincia argentina di Santa Fe poco a sud di Buenos Aires. Nella sua carriera ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Norma-Fundalectura (Colombia) nel 2008 e per ben due volte il Premio Barco de Vapor (Argentina), con il libro La muralla nel 2009 e a dieci anni di distanza, nel 2019, con Bombay. Siemens ha ricevuto la Special Distinction of the National Children’s Literature Award nel 2011, nel 2015 ALIJA (Asociación de Literatura Infantil e Juvenil de la Argentina) menziona il suo La tortilla de papas e Tatuajes rispettivamente come Miglior Storia per Bambini e Miglior Romanzo per Ragazzi, riconoscimento ottenuto anche nel 2016 con il suo romanzo Lucía, no tardes, che è stato incluso nella lista d’onore IBBY 2018. White Ravens ha più volte scelto i volumi di Sandra Siemens per la sua selezione annuale. Molti dei suoi libri sono stati inclusi nelle liste di libri consigliati e premiati dalla Fundación Cuatrogatos. Caissa Italia ha già pubblicato i suoi albi Mio papà dipinge parole (inserito nel 2022 tra i «100 libri raccomandati del Premio Fundación Cuatrogatos» e tra i «Best Books for Kids 2021» della New York Public Library) e La mia mamma, entrambi con la traduzione di Yuri Garrett.

L’illustratrice

Nata a Salamanca nel 1986, Bea Lozano vive a Barcellona, ​​dove ha studiato illustrazione alla Escola Massana. Nel 2017 ha ottenuto una menzione speciale ed è stata selezionata per far parte dell’VIII Catalogo di Illustrazione Iberoamericana. È stata selezionata anche alla Biennale Internazionale Ilustrarte 2018. Nel 2018 ha vinto il 9° premio Iberoamérica Ilustra.

Il traduttore

Nato in una famiglia multiculturale nel 1969, Yuri Garrett abbraccia giovanissimo la professione di famiglia, quella di traduttore. La passione per le lingue e per gli scacchi lo porteranno, a inizio millennio, a fondare Caissa Italia, che in pochi anni diventa un punto di riferimento per gli scacchisti italiani. Dal 2012 ha cominciato a curiosare in altri settori e a espandere gli interessi della casa editrice. Oggi si dedica a tempo pieno all’editoria ma appena ne ha occasione torna alla traduzione, che ama ancora come quando la imparava nella bottega del padre Herbert.

La casa editrice

Caissa Italia è una casa editrice indipendente con sede a Bologna e attiva dal 2002 che pubblica libri per bambini e ragazzi e si occupa di saggistica (scacchi e golf, settori per i quali è un punto di riferimento nazionale, e poi giochi, musica e linguistica), teatro e narrativa. È particolarmente nota per i premi vinti nell’ambito degli scacchi e per una collana di musica di prestigio con autori di primissimo piano. I libri pubblicati nella linea Kids, nata nel 2017, si sono presto distinti, ottenendo riconoscimenti importanti, come il Premio Nati per Leggere, la selezione nella Honour List di Ibby Italia, l’inserimento nella shortlist dell’Enlightener Prize, la vittoria al concorso internazionale Image of the Book. Il nome “Caissa” rimanda alla driade protagonista di un poemetto di Sir William Jones (1763), poi diventata la dea protettrice del gioco degli scacchi. Il logo è firmato dal grafico e artista Ennio Tamburi, che ha curato il restyling della casa editrice nel 2009. L’editore e direttore editoriale è Yuri Garrett; in redazione ci sono Elena Montemaggi e Tatiana Pepe.

https://www.caissa.it

https://www.facebook.com/CaissaItaliaKIDS

https://www.instagram.com/caissa_italia/

CONTATTI STAMPA

Ufficio stampa laChicca di Francesca Tamberlani
f.tamberlani@lachiccaufficiostampa.it – francescatamberlani@gmail.com

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