A Rosemburgo tutto è rosa, i palazzi, le strade, le pere, perfino i sudditi.
Ma quando nasce una saurina di nome Violetta, il regno inizia ad assumere tutt’altra… tinta!
Un libro illustrato giocoso e pieno di trovate linguistiche per riflettere, con il sorriso, sull’assurdità di una visione totalitaria del mondo e rivendicare, ognuno, il proprio “colore”.
In libreria dal 2 marzo 2026

“I tirannosauri, così come gli uomini, non sono tutti uguali. Se chi comanda vuole tutti i tirannosauri rosa e solo di una certa tinta di rosa, si può scommettere che prima o poi comparirà un piccolo o una piccola tirannosaura di un colore diverso. E così, in breve tempo, il mondo si riempirà di colori, e chi comanda si dovrà rassegnare…”
Stefano Bordiglioni
Rosalba è una tirannosaura rosa. Rosa come il castello in cui vive, come il suo immenso giardino coltivato a rose rosa, come le strade, gli alberi, e i fiumi di Rosemburgo, la cittadina su cui regna. La passione della sovrana per il rosa è tale che tutti i neonati del suo mondo, da verdognoli che sono, vengono tinti di rosa alla nascita tramite un morsetto affibbiato dalla sovrana stessa (con l’unico dente che le è rimasto), sulla chiappetta destra del bebè di turno. Uno strilletto e in pochi minuti tutto è di nuovo rosa omogeneo, senza distinzioni.
Un giorno, o meglio una sera, accade però un fatto irreparabile: senza rendersene conto Rosalba morde la chiappetta sbagliata di una saurina appena venuta alla luce e il suo colore, anziché diventare di un rosa identico a quello di tutti gli altri, assume una tonalità leggermente differente, di cui nessuno si accorge sul momento. Nessuno tranne i suoi genitori, ovviamente, che si guardano bene dal dire qualcosa. È così che Violetta cresce diversa da tutto ciò che la circonda, cercando faticosamente di camuffarsi e di non rivelare a nessuno il suo segreto.
“Non deve stupire che Violetta, con gli anni, avesse sviluppato un carattere un po’ difficile. Le davano della scontROSA, della rancoROSA. Dicevano che era poco caloROSA, poco premuROSA, poco amoROSA.”
Tutto questo “ROSA” la fa intristire un bel po’, fino a quando non fa una scoperta che le apre gli occhi e comincia a non vergognarsi più della sua pelle. Anzi, ne diventa perfino orgogliosa tanto che inizia a sfoggiare qualche macchiolina viola qua e là, sprezzante del pericolo in cui si mette. Quando inevitabilmente la vera natura di Violetta viene a galla, ecco che i tempi si faranno maturi per una rivoluzione… coloratissima!
Giochi di parole e di potere
“Ho scritto questa storia oltre 15 anni fa, prendendo spunto da un sogno di mia figlia, che all’epoca era una bambina. Io insegno letteratura russa, che spesso ha trattato di come la dimensione totalitaria influenzi una mono-visione del pensiero. Anche se inizialmente il libro non aveva questo intento, mi sono poi accorto che il mondo tutto rosa di Rosalba era una perfetta metafora di come il potere possa spingere le persone ad adottare un’unica visione del mondo.”
Alessandro Niero
Già traduttore di due albi dal russo per Caissa Italia (Mi trasformo di Olga Sedakova e Kaplia. Storia di una goccia di Anastasija Kovalenkova), Alessandro Niero scrive un racconto ironico e pieno di immaginazione accompagnato dalle divertenti illustrazioni (quasi) monocolore di Emanuele Benetti, costellate di dettagli “dinosaureschi” che incorniciano il testo con il loro tratto espressivo e fumettistico.

Sotto il manto rosa…
“C’è un detto in Russia che si può tradurre come ‘vedere il mondo attraverso lenti rosa’ che si usa per indicare un modo edulcorato e idealizzato di percepire quel che avviene attorno a noi. Il mio mestiere mi porta naturalmente a sostare sulla componente linguistica e mi sono ispirato a questo modo di dire per divertirmi a giocare con le parole e il colore nel testo.”
Alessandro Niero
Immergersi nell’universo di Rosalba vuol dire anche fare i conti con un lessico pensato per tingere di rosa anche il pensiero dei suoi sudditi. È così che i gendarmi diventano “rosarmi”, che il “rosa rosemburgensis” colora ogni cosa si trovi nel territorio di Rosemburgo e che in città circolano solamente nomi come Rosaria, Rosetta e Rosamunda e che il dottor Rosario Rosiello sfrutta le sue abilità di ottico per ideare delle lenti speciali capaci di annullare ogni differenza cromatica.
Ma quando Violetta si rende conto dell’esistenza dei colori, ecco che anche le parole riflettono la bellezza della varietà: così il bianco immacolato sprigiona luce, il rosso caldo e intenso pare ribollire, e ogni colore sembra avere una voce tutta sua. Attraverso acrobazie linguistiche, nomi parlanti e spassose soluzioni narrative, Niero sfoggia una scrittura fantasiosa e ricca di sfumature che sgretolano la visione totalitaria della monarca e svelano la bellezza di una realtà che è ormai impossibile tenere nascosta. La saurina, che proprio non ne vuole più sapere di tingere la sua pelle della nuance “femminile” per eccellenza, grazie alla sua ribellione dimostra che le diversità e le unicità vanno preservate, poiché non esiste un colore che possa andare bene per tutti.

La tirannosaura rosa
Scritto da Alessandro Niero
illustrato da Emanuele Benetti
Età: 7+
58 pp. con illustrazioni a colori
cm 13 x 21
ISBN 978-88-6729-2202
euro 15,90
Testo ad alta leggibilità
In libreria dal 2 marzo 2026
L’autore
Alessandro Niero è poeta e traduttore di prosa, poesia e saggistica russe. Nato a San Bonifacio (Verona) nel 1968, insegna oggi letteratura russa al Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Bologna. Per la sua attività di traduttore ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali: Premio di Traduzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (2006), Premio “Lerici Pea Mosca” (2008), Premio “Čitaj Rossiju / Read Russia” (2012). Come autore, ha al suo attivo i seguenti libri: Il cuoio della voce (Voland, 2004), A.B.C. Chievo (Passigli Editore, 2013) e Poesie e traduzioni del signor Czarny (L’Obliquo, 2013). È autore del libro per bambini Olga. Una badante per amica, ill. di Elena Miele (Valigie Rosse, 2022). Per Caissa Italia ha tradotto Mi trasformo di Olga Sedakova, illustrato da Marcello Carriero, e Kaplia. Storia di una goccia di Anastasija Kovalenkova.
L’illustratore
Emanuele Benetti si è laureato in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Verona, dopo un diploma in arte di grafica pubblicitaria, grafica cinetica e fotografia. Non può fare a meno di disegnare, non importa cosa e perché, l’importante è far fluire la punta della matita sul foglio. Così negli anni ha partecipato a vari concorsi, ottenendo diverse selezioni e riconoscimenti tra cui: Annual AI (2017), Concorso internazionale d’illustrazione “That’s a mole” (2018), Tapirulan Illustrators Contest (2018), “Il bambino spettatore” (2019), vincitore del Premio Sossi, Concorso Lucca Junior 2020. Ha illustrato, tra gli altri, “I cavalieri delle buone maniere”, scritto da Pierdomenico Baccalario (Kite Edizioni) e “Quello che conta”, scritto da Federica Ortolan (Sabir). Proprio con Federica Ortolan sta ultimando “A occhi aperti”, un albo che uscirà per Caissa Italia nel 2027.
La casa editrice
Caissa Italia è una casa editrice indipendente con sede a Bologna e attiva dal 2002 che pubblica libri per bambini e ragazzi e si occupa di saggistica (scacchi e golf, settori per i quali è un punto di riferimento nazionale, e poi giochi, musica e linguistica), teatro e narrativa. È particolarmente nota per i premi vinti nell’ambito degli scacchi e per una collana di musica di prestigio con autori di primissimo piano. I libri pubblicati nella linea Kids, nata nel 2017, si sono presto distinti, ottenendo riconoscimenti importanti, come il Premio Nati per Leggere, la selezione nella Honour List di Ibby Italia, l’inserimento nella shortlist dell’Enlightener Prize, la vittoria al concorso internazionale Image of the Book. Il nome “Caissa” rimanda alla driade protagonista di un poemetto di Sir William Jones (1763), poi diventata la dea protettrice del gioco degli scacchi. Il logo è firmato dal grafico e artista Ennio Tamburi, che ha curato il restyling della casa editrice nel 2009. L’editore e direttore editoriale è Yuri Garrett; in redazione ci sono Elena Montemaggi e Tatiana Pepe.
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